martedì 5 aprile 2022

Il prompter

 È da un po' di tempo che sto cercando di rendere questo blog più "visibile". Ma non ci riesco. Non riesco a esser presente e costante quanto vorrei.

L'ultimo aggiornamento è questo.
Il #prompter. Il suggeritore su #instagram. Il #prompter non ha bisogno di followers, può dare suggerimenti "ad qazzum" a chiunque. Può anche essere #sponsorizzato, perché no? (si deve pur campare).

Ma non deve render conto a nessuno. Non deve raccontare di come e quanto fa la qacca, dei viaggi o dei luoghi in cui si trova o in cui deve andare. E non deve comprarsi i #followers come sono costretti a fare i poveri #influencers.

Insomma è un altro tipo di vita.

Diventate #prompters
(Se siete in grado di esserlo... occorre una gran faccia da #qlo, sappiatelo)



venerdì 8 gennaio 2021

Buoni propositi e buon 2021

È da diverso tempo che non scrivo qui. Il 2020 è stato un anno intenso, pieno di amarezze, scarno di gioie. Eventi ed emozioni sufficienti a tenermi lontano dal blog. Si fa sempre in tempo a rimediare.

La speranza è la fiamma che non si spegne mai. Il 2021 è iniziato con molte incertezze, ed è comprensibile. Lo scorrere dei giorni, si spera dissolva queste incertezze. Un primo passo è stato fatto. È iniziata la distribuzione dei vaccini contro il #coronavirus, #Biden è stato eletto, dopo l'ostinato e ottuso ostacolare di trump. Ed è su questo che vorrei soffermarmi. 

Diversi anni fa, dicevo che in Italia - secondo me - sarebbe stato necessario prima liberarsi di berlusconi, per ricominciare a parlare di politica vera. Lo stesso discorso è applicabile al governo Usa. Per parlare di politica, per un confronto civile fra maggioranza e opposizione, insomma per poter ricominciare a parlare di politica vera, occorre liberarsi di trump. trump non è politica, è imprenditoria di dubbia etica. Il passo avanti è stato compiuto, concludendosi in modo patetico e triste, con la mascherata dei fan di trump che entrano nel palazzo del Congresso, gesto stupido, che è costato la vita di un poliziotto. 

Proviamo noi a dare qualcosa al 2021, qualcosa ci verrà in mente. Si eviti di star fermi ad aspettare sia l'anno a dare qualcosa. Liberarsi di trump è già aver dato qualcosa al nuovo anno. Si continui così, si spera.

Un felice 2021 a tutti, compresi i miei tre lettori

giovedì 8 febbraio 2018

Ipocrisie colorate - purtroppo è sanremo 2018


Avete presente il decoro, la buona educazione e il rispetto per il gusto estetico? A sanremo - all'esatto opposto - c'è la hunziker con un clone di claudio baglioni.

Solleticato dalla recensione di un mio caro amico, e dal promemoria di una mia cara parente, la quale mi ricordava che il festival - purtroppo - non era affatto finito, ma iniziato martedi e quindi in onda anche mercoledì, ieri ho deciso di guardarlo. 

La prima cosa che mi ha colpito è stata la solita censura travestita da "linea editoriale" (fabrizio del noce e merda montanini docet), poi ritravestita da plagio (quando non sai più come infangare un artista, dagli del plagiatore. Daniele Luttazzi sa di che cosa parlo).

Un brano orecchiabile, con un testo accettabile, interpretato con grande passione da Fabrizio Moro e un altro (ok ok ok è Ermal Meta), è stato "censurato" per non meglio definiti sospetti di plagio. In realtà è un brano gradevole con gradevoli spunti di satira su terrorismo e religione. Quest'ultimo il motivo della censura PUNTO. 

Torniamo alla hunziker. Una che ha più buchi nel cervello di un suo formaggio conterraneo. Perché una così, con lo spessore e il carisma di una graffetta è riuscita a fare successo? Mike Bongiorno - dall'aldilà - ha risposto: "io me la sarei fatta". Ah ecco.

Scenografie hi-tech in stile desktop di windows10, orchestra di strumentisti di prim'ordine, registi e tecnici delle luci e del montaggio che neanche Spielberg se li può permettere... e come presentatori la hunziker, un favino al guinzaglio e l'ultimo ritrovato della tecnologia robotica, il baglioner 2.0. Un concentrato di silicone, botox, marzapane e un processore vocale che ricorda Claudio Baglioni. Il tutto per promuovere il suo prossimo disco presumo (per tutta la serata non ha fatto altro che intromettersi in ogni sketch della puntata. Mi ha ricordato bruno vespa che presenta il suo libro su berlusconi e mussolini da Mirabella che parla di prostata).

Ma torniamo alla hunziker. Mi chiedo se i suoi abiti siano stati confezionati da mcdonald. Da come si muoveva sembrava un pezzo di formaggio filante. E parlava anche come lui. Come il formaggio intendo. Sorriso smagliante, espressioni facciali che ricordano l'omino dei semafori, camminatura da nazista con emorroidi. Dimenticabile.

Secondo regalino. Una perla. Un delicato "non ci servi più" nei confronti di Marco Masini. Molto delicato. Baglioner 2.0 con un corno napoletano al collo, gente che si tocca in onda, e altri gesti scaramantici che ti fanno sentire la mancanza del sangue di San Gennaro. una "schiccheria" per la quale Mia Martini è morta. Mia Martini è morta? Beh ma noi abbiamo arisa e nina zilli. Ah beh... allora...

Pippo Baudo su un podio. Altra "schiccheria". Sembrava vivo. Ha rimembrato i suoi ricordi dei suoi sanremo, dimenticando argutamente di citare il fatto che fu lui a sdoganare Beppe Grillo, dimenticando Luigi Tenco. No, lui ha nominato Modugno e la pausini e giorgia. Se doveste vedere in giro lo Zombie di Modugno sapete il perché. Mi dispiace, perché non troverà cervelli a sufficienza (il dopofestival lo ha presentato marzullo... ho detto tutto mi pare). 

Infine. un brano di un certo rubino. Un inno al reazionarismo più becero. Donna come angelo del focolare, donna che deve custodire (le chiavi e i segreti di Hogwarts? No solo l'amore. Ah l'amore... schifo totale).

Ron canta dopo che le sue spalle son state prese in ostaggio da Al Qaeda. Ornella Vanoni è sempre bella dal collo in giù.


Due ultimi brevi afflati di cattiveria. Il siparietto del professor Vecchioni che percula Baglioner 2.0 e lo sketch dell'indimenticabile Mago Forest. Ma è stato solo un respiro. Il resto era soffocamento totale. 


PS
Red Canzian era orecchiabile.

Giudizio della critica? La hunziker ha bisogno di più buchi nel cervello. Quel cervello ha bisogno di più ossigeno Figuriamoci gli autori dei testi di quei brani.

Fabrizio Moro, se mi leggi, torna e canta, e portati dietro un bottiglione di chianti. Ne avrai bisogno. 


HO DETTO.

lunedì 25 settembre 2017

Kandran Kane - Madness in the Dark - remixed

mercoledì 29 marzo 2017

Le dipendenze. Quando "un tempo non era così"

Un tempo non era così

C'è un certo, non individuabile punto del nostro "continuum psichico", del nostro diario di memorie, in cui cominciamo a "notare" che "prima non eravamo così". 

Succede, quando si è inclini e simpatizzanti per certe dipendenze. Alcool, sostanze stupefacenti di vario tipo, pornografia, puntate della signora in giallo e così via.

Succede. 
Un tempo non era così.
Un tempo mi comportavo in modo diverso.
Un tempo avrei reagito in modo diverso.
Un tempo gli/le sarei saltato addosso.

Sapete. Sappiatelo. Un tempo ragionavo anche io allo stesso modo. Vivere nella convinzione che "un tempo era così" e nella paura "che non sarà più così".

Sarà la famigerata diacronia sociale, sarà l'avvento di bergoglio che gioca a ping pong con il simulacro del cervello di ratzinger... non lo so. Ma ho sempre pensato che le stagioni della vita sono molto diverse dalle stagioni del pianeta in cui si vive. E le stagioni del pianeta in cui si vive, sono diverse dalle stagioni della mente. Queste ultime non hanno orologio, e non si muovono su UNA sola linea spazio-temporale. Si accavallano. Proprio come quando vorremmo strozzare il vecchietto davanti a noi - alla cassa del market - perché conta le monetine con accuratezza, e contemporaneamente ci rendiamo conto che anche lui ha bisogno dei suoi tempi. 

Un tempo è un'unità che la mente concepisce come un granello di sabbia. La mente umana ha tanti tempi. Tempi che si sovrappongono. A volte il primo che "sentiamo" finisce in un attimo in fondo alla fila degli altri, che nel frattempo si sono aggiunti. 

Un tempo - per la mente - può equivalere a 2 secondi prima di "quel tempo".

Oh dimenticavo, non volevo spiegarvi nulla. Mi era solo venuta voglia di raccontarvi ciò che penso quando bevo dozzinale ma saporito scotch. 

martedì 28 marzo 2017

Logan: the wolverine. Un film inutile (attenzione spoiler)



LE DELIZIOSE RECENSIONI MARCE DI KANDRAN KANE

Logan: The Wolverine




causes: Dopo molti anni di schiavitù, costretti a fabbricare biscotti della fortuna in gomma, per un ristorante cinese di profilattici natalizi, un gruppo di sceneggiatori - drogati dai fumi dei loro prodotti di fabbrica - riesce a evadere, al caro prezzo di sbattere la testa contro ogni lampione in fila indiana. Un astuto e losco produttore della marvel, in combutta con la sezione "film per bambini non ancora nati", salva il gruppo di sceneggiatori dalla strada e dai lampioni, e - all'insaputa di Stan Lee - li recluta per una sceneggiatura a parer suo realistica, imbonendoli con biscotti della fortuna in legno, dei quali sono ghiotti da sempre.
Trama.
Logan è l'ultimo a sopravvivere a un'epidemia generata da un veleno indotto dagli umani per uccidere i mutanti. Nel tempo libero si dedica a cambiare i pannoloni al professor Xavier, in un unico ritaglio di tempo muore, ma fà in tempo a salvare i ragazzi dell'isola che non c'è. Xavier e Calibano muoiono. 
Straziante (nella mente del losco produttore), il momento in cui uno dei ragazzi dell'isola che non c'è, piega la croce per farla sembrare una X sulla tomba di wolverine.

Intreccio.
Wolverine zoppica, perché nel titolo lo hanno chiamato THE WOLVERINE, per distinguerlo dagli altri inesistenti wolverine (tranne che nella mente del losco produttore).

Fabula
Wolverine, Xavier e Calibano, DOVREBBERO essere degli X-Man, ma il losco produttore ha visto troppi film di registi italiani rincoglioniti, e perciò vuole rattristare tutti con decessi improbabili e inutilmente rattristanti, con il solo risultato di rendere un film supereroistico, una pellicola di un film polacco diretto e sceneggiato dai cadaveri redivivi di sharon e andreotti.

Conclusioni.
Hugh Jackman, perché non ti sei fatto la barba?
E tu... anzi voi.... voi Sir Patrick Stewart... per voi non ho parole....
No non è vero, voi siete divino qualsiasi cosa facciate. Ciò che mi ha irritato, è stato proprio l'insinuarsi nella mia mente - dell'immagine - di un Professor Xavier debilitato da una sorta di demenza telepatica. Ci siete riuscito.

A tutti voi che della narrativa fumettistica non capite un cazzo. 
I supereroi non hanno bisogno della vostra schifosa realtà. Non provateci mai più a portarli in questo mondo. Stanno bene làddove i supereroi non muoiono mai.
Perché i supereroi sono nati per non morire, sono nati per insegnarci il Nietzscheano divenire.

Schifo e disprezzo. 
(ed è solo l'inizio)

Ps
Questa è la versione poetica della recensione. Quella acida non han voluto farmela pubblicare.

martedì 13 settembre 2016

La prima fitta e quel retrogusto dolce di metallo nella schiena

È dolce dirti ciò che non farò
non sento pesi, è la lingua che comanda
la coscienza tace, senza corde o pagherò
comanda il corpo, la mente sbanda

Non è un pretesto, è là che vado
è dolce dirti tutt'altro che farò
lo farò sembrare un dover di rado
è la voglia che comanda, di buon grado

Poi lui sentii il sospiro
l'excusatio, la sconfitta
una schiena non trafitta
poi lui sentii il respiro

Perché se sembra obbligatorio
ogni pretesto è perentorio
è dolce dirti ciò che non farò
è amaro non dirti che lo vorrò


Sono versi a caso. Riflettevo sulle migliaia di sfaccettature di un tradimento. Di come possa attuarsi, delle reazioni che può generare in chi lo genera e in chi lo subisce.
Il tradimento è forse l'unico atto eseguibile da un essere umano senziente, che può far comprendere quanto quasi nullo sia il confine tra l'amicizia e l'amore. Sono entrambi basati sulla fiducia. A volte basta una sottile menzogna, perché quest'ultima si trasformi in una lama nel buio.

Perché alla fine - come sfigati a una festa di vip - si rimanga da soli, in una stanza senza luci, in unica compagnia di quella lama.

lunedì 8 agosto 2016

Alcool: il rapporto con parenti e amici

È difficile andare d'accordo con tutti.

La dipendenza da alcool è ramificata. Psichiatri e psicoterapeuti spesso hanno molta difficoltà a localizzarla, nei desideri e nei traumi dei loro pazienti.
È un argomento molto delicato, è anche difficile per loro spiegare e indirizzare il paziente verso la giusta strada.

La golosità


Tu bevi, io bevo. Sei da solo (frequente), sei in compagnia? Non importa. L'importante è bere. Soprattutto l'importante è bere e fumare, con aggiunta - molto spesso - di caffè. Non importa il fine. Riesci a goderti la compagnia, e in egual modo, riesci a goderti la solitudine. Non t'interessa perdere il controllo, lasciarti andare, dimenticarti di chi sei e di come sei, non t'interessa l'oblio, tu vuoi bere. Spesso, per evitare di ubriacarti fai forte uso d'acqua.
Sei un alcoolista strano. Sei dipendente dall'alcool eppure te ne strafreghi del suo uso primario. Sei il più imbecille tra gli alcoolisti.
Ti piace la compagnia, ma solo quando lo decidi tu. Dopo il nono anno di costante assunzione d'alcool, cominci a provare sollievo quando NESSUNO ti contatta. Provi un indescrivibile stato d'ansia, quando ti chiedono (quasi t'impongono per come la vedi tu), un appuntamento. Riesci a schivare gli amici, ma con i parenti la cosa diventa ansiogena.

L'oblìo assoluto

Hai cominciato a bere, fumando canne e ascoltando i marlene kuntz, vasco, ligabue, gigi d'alessio e qualsiasi altra bestia una casa discografica abbia defecato. Bevi, bevi bevi per obliterare la memoria. Vuoi dimenticare qualcosa, ma - appena ti risvegli doop la sbronza - ti sei dimenticato di che cosa volevi dimenticarti. Così il giorno successivo ricominci. Cambia musica. 
Davanti ai parenti e agli amici appari normale. Sei quello di sempre, ma sì. sei sempre il "nostro caro". Poi ti sposi. E un giorno - senza accorgertene - pesti tua moglie/marito a sangue. I tuoi parenti diranno "ma è una brava persona, non so spiegarmi come sia successo". Questo è il segnale. Se non lo cogli, hai due opzioni, o lasci stare l'alcool, oppure ti uccidi. La seconda è infallibile.










Alcoolici e superalcoolici

Ci sono valichi da non valicare. La maggior parte di voi inferiori, comincia a picchiare una donna dopo due birre. Alcuni si spingono a tre o quattro.
Il problema nasce quando si arriva ai superalcoolici, il whiskey, la grappa, la vodka ecc.

Considerato che siete inferiori, è naturale che l'alcool vi "dia alla testa", però vi dà alla testa perché disinibisce, mette a nudo ciò che voi siete (inferiori appunto). 
Se siete cattolici, musulmani, ebraisti, maschilisti o coglioni (che non ci si allontana), lasciate perdere i superalcoolici (bevande - secondo le regole italiane - al di sopra dei 21gradi). Se volete mantenere una parvenza di normalità coniugale, pur sentendo le mani prudervi quando vorreste picchiare vostra moglie, ma siete in pubblico e non potete farlo, lasciate perdere i superalcoolici. Usate l'idraulico liquido. Vostra moglie vi ringrazierà. Fermatevi alla birra. Le vostre botte faranno meno male.


 I parenti e gli amici

Saranno i primi a giudicarvi, com'è moda.
Il bere è "la cocaina cancellata dalle famiglie 'per bene' ". I parenti vi faranno pesare il vostro bere. Non il vostro BENE, il vostro beRe. Chiaro?
Tutto dipende da quanto valete voi. Se siete apprezzati per il vostro intelletto, o per la vostra vigoria sessuale, avete qualche possibilità, potrete continuare a bere senza problemi.
Se non avete un talento manifesto (ergo, se siete un Fantozzi), preparatevi a sguardi sfuggenti, a persone che smettono di parlare non appena voi apparite, a persone che vi elogiano per il vostro fascino "irresistibile", mentre voi vi sentite una merda.
Se siete preda dell'alcool, preparatevi a diverse dosi d'ipocrisia. Inizialmente non ci farete caso. Con il passare del tempo vi feriranno a morte. Immedesimatevi in Giulio Cesare, in quel momento. Perché la donna che vi starà accanto, elogierà la vostra pancetta in stile "gravidanza alcoolica", continuerà a insistere che "l'uomo con la pancetta è un vero uomo". Ve ne dirà tante da frullarvi il cervello. Sarà il momento in cui una voce interiore vi suggerirà di scappare a Cuba (o in un mondo alternativo, che non fà mai male). Nel frattempo la vostra partner comincerà a cercarsi un sosia di Will Smith per placare ciò che non ha mai voluto svelarvi di sè. In fondo è la natura umana.



Fine parte prima... con puntini ok?

martedì 14 giugno 2016

Sdrammatizzare nel sonno


Al placido tramonto, il sonno s'affrettò

e mentre io dormivo, il sogno ancora informe

con lampi e altri colori, di chi agitato dorme

infine arrivò chiaro, infine cominciò


E quel che vidi subito

mi fece dire NO


La notte era sincera, e io stavo seduto

al posto che compete chi sa come portare

il luogo era odoroso, di ferro, sale e mare

e io ero già pronto, al turno stando muto


il letto mi adulava

dovetti dirgli NO


E allor salì una donna, incinta e prosperosa

di tante malfatture, di maschi velenosi

con languido squadrare, e occhi cavernosi

la donna chiede posto, e io rispondo in prosa


E quel che le risposi

Fu un secco, stanco NO


E allor salì un vecchietto, cristiano claudicante

col volto avvinazzato, di colpe mai sopite

negli occhi un solo affanno, con pose riverite

mi chiese di sedere, fermo ed esitante


Malgrado le premesse

risposi ancora NO


E allor salì un ciccione, riccastro di sicuro

con modi da insolente e anelli a grasse dita

mi si piazzò davanti, di voce un filo ardita

pretese di sedere e si fece in volto scuro


Ancor più motivato

Stizzito gridai NO


E dopo tutto questo, stanco ed umiliato

di colpo io mi alzai diretto chissàdove

e tutti mi fissarono, incerti sulle nuove

così loro si chiesero, urlando a un solo fiato


Dov'è che va l'autista

dopo aver detto NO?
 



(Liberamente ispirata da un monologo
di Paolo Rossi)

mercoledì 9 marzo 2016

Diluire il dolore degli altri


Condividere il più possibile per diluire la notizia nella mente.


Ricordo ancora vivamente negli anni '80 del XX secolo, la tragica, angosciosa scomparsa di Emanuela Orlandi, la terribile tragedia di Alfredino Rampi. Nomi che oggi pochissime persone ricordano. Perché sono passati 30 anni.

Nei primi anni del XXI secolo morirono 19 carabinieri a Nassirya. Anche di quella tragedia il ricordo è sfumato nella testa della gente, è sfumato gradualmente per lasciare posto a nuovi ricordi.

Si può pensare che il primo decennio del XXI abbia intensificato massivamente la quantità d'informazioni che quotidianamente dai media, raggiungono lettori, telespettatori e ascoltatori.

È anche possibile che il dolore altrui abbia cambiato senso. Sia diventato stemma, sia diventato emblema, medaglietta da apporre a un petto virtuale.


Uno studente italiano è morto, trucidato in Egitto. Da due settimane non se ne parla più.
Ora si parla di Luca Varani, un ragazzo di 23 anni barbaramente ucciso da due suoi presunti amici.

A ogni episodio di cronaca nera corrisponde un'incrementale condivisione di video e di stati e di "tweet". In poco tempo tutti manifestano la loro indignazione pubblicando, condividendo un video. Tutti si sentono scandalizzati. la condivisione virtuale dà la sensazione - che si rivelerà poi effimera - che tutti siano partecipi di quella scabrosità inenarrabile, che tutti per qualche giorno - al sol condividere un video, uno stato, uno scritto, un "tweet" - siano vicini ai parenti delle vittime.

Questo modus operandi dà a chi lo pratica, la sensazione di aver fatto qualcosa di giusto, dà ai parenti delle vittime la sensazione di non sentirsi soli.
Dà ai media la possibilità di calcolare con precisione quando introdurre un nuovo evento. Non dà alla magistratura fiato mediatico. Perché viene enfatizzato il crimine, ma non si dà più seguito a ciò che fanno gli inquirenti. Sherlock Holmes è stato zittito.

I morti sono diventati le nuove emoticon "empatiche" dei social network.
Domani, sarà sufficiente sostituirle con il nuovo delitto del giorno, per sentirsi con l'anima in pace.


lunedì 29 giugno 2015

Chiamiamole per nome: Coscienza artificiale



Ve lo presento, per chi non lo conoscesse. Si chiama (anche se non è più tra noi, resta immortale) Alan Turing.
Grazie a Lui, oggi non viviamo sotto una svastica. Grazie a lui - britannico, non americano - oggi possiamo isolarci dal mondo e concentrare il nostro sguardo su uno "smartphone" (per qualcuno sembra essere un problema. Eppure intorno - quando accade - c'è così tanto pregevole silenzio).
Battutacce a parte, Alan Turing è un supereroe. Un supereroe e un untore. Ha attirato a sé - probabilmente senza volerlo - le ire dei politici (dice la storia, in questo caso leggasi bigotti religiosi) britannici, arrivando al punto - così dice la storia scritta da altri - di togliersi la vita. Vi sembra una ricompensa giusta per un vero Supereroe? Perché era gay. LUI salva il mondo (letteralmente), e per ricompensa, lo isolano, lo tempestano d'invettive d'ogni tipo, gli straziano il giardino, gli ammazzano il gatto e il cane - come solo i puri cattolici sanno fare - lo accusano di crimini assurdi, fino al punto che lui decide di togliersi la vita. Perché gli fanno tutto questo? Perché era gay. Ma ha salvato il mondo. Non importa. Se siete idioti.

Parlo di lui, perché LUI fu uno dei primi a postulare la possibilità di una INTELLIGENZA ARTIFICIALE.
I termini. Controllate sempre i termini. Controlliamoli. Anzi è meglio li controlli anche io.
Intelligenza artificiale. Alan Turing passò a un altro piano di esistenza nel 1954, a quel tempo ancora si credeva che l'intelligenza fosse la reale facoltà TOTALE della mente umana.
Oggi si parla ancora d'intelligenza umana. Le neuroscienze hanno "corretto" i campi. Hanno perfezionato "gli indirizzi".
Quello di cui parlava Alan Turing oggi esiste già. Lui voleva quello che oggi c'è. E non ha niente a che vedere con quello che oggi intendiamo con "intelligenza artificiale".
I database di access, di Mysql ecc sono già esemplari efficientissimi di intelligenza artificiale.
Perché l'intelligenza è quella SOTTOFUNZIONE del pensiero umano capace di combinare - con determinati filtri, obiezioni e permessi preimpostati (da studio nel caso della mente umana, da programmazione nel caso di microprocessori) - indicazioni, nomi di oggetti e nomi di soggetti, per ricavarne liste, elenchi, statistiche, e/o i soli nomi di oggetti e/o soggetti che servono per rispondere alla domanda posta.

Alan Turing - senza saperlo, o sapendolo, senza che la storia scritta dai suoi nemici bigotti ce lo dicesse - scoprì l'intelligenza artificiale. E' quella che utilizzò per SALVARE IL MONDO DAL NAZISMO.

La truffa della quale tanto si ciancia oggi, è il PENSIERO ARTIFICIALE.
Fornire di coscienza una macchina.
Un computer possiede già memoria, intelligenza ed espressione. L'intelligenza artificiale c'è già. Non date retta alla chiesa. Dato che siete così messi male, date retta ai film tratti dai fumetti della marvel. Per creare un nemico robotico della razza umana, occorre dotarlo di COSCIENZA. L'unica sottofunzione del pensiero che occorre per fornire emozioni a un ricordo, a un calcolo, a un risultato. Perché il DESIDERIO è dato dall'identità di una operazione più il suo risultato. Almeno per la mente umana.
L'intelligenza artificiale esiste dal oltre 70 anni. Il pensiero artificiale è ancora molto lontano dall'esser creato.

Chiamiamo le cose con il loro nome. Basta con queste panzane su L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE.

Altrimenti adinolfi e salvini s'illudono.... e con loro, chissà quanti altri...

venerdì 27 marzo 2015

Il convenzionalismo

I maschi umani sono cresciuti dalla società con bruttissime abitudini. Sì dalla società ripeto, non diamo sempre la colpa ai papà e - soprattutto, come sempre capita "in mezzo a quel cammin di religione" - alle mamme. 

I maschi umani pasciono. Come pecoroni o "mucconi", se ne stanno lì, nell'illusoria convinzione che ogni sfiga che gli capita sia colpa "del pastore", o di dio, che tutto in questo mondo ha una spiegazione, e che la moglie è un "bene di scambio", quindi bisogna tenerla al sicuro e al caldo tra le quattro mura di casa. 

Alcune mogli partoriscono future mogli all'ombra di queste "convinzioni" maschie umane. 

Alcune mogli sono femmine purtroppo, e partoriscono inevitabilmente femmine, perché le lasciano in balia dell'ambiente sociale in cui vivono. Non possono fare altro dopotutto. Ma torniamo ai maschi.

Essi - poveri invertebrati - crescono lasciandosi cullare da una società religiosa che li abitua all'idea della "moglie come qualcosa da accudire". Perché ella è "l'angelo del focolare domestico" (non vi ricorda nulla questa frase?). 

Nel 1975 - o giù di lì - Umberto Eco scrisse di "La donna come bene di scambio" (o qualcosa di simile, nel suo "Trattato di semiotica generale"), e per poco non lo linciarono. Ma non aveva affatto torto. Dopo 40 anni da allora, ancora oggi il maschio umano non sopporta che la "sua" femmina, lasci l'ambiente domestico per mettersi a lavorare. 

Nessuno se n'era accorto? Quasi quasi neanche io, ma di fatto siamo nel terzo millennio. Eppure ancora oggi sento di mariti che sbraitano se la moglie va a lavorare. Mi chiedo che cosa li possa portare a questi stati di rabbia...

Saranno i "neuroni mirror"? Se un maschio - per fare carriera - dovesse fare sesso con la propria datrice di stipendio non ci penserebbe due volte. Di conseguenza il maschio sarebbe portato a pensare che anche la "sua" femmina farebbe sesso con il proprio datore di stipendio per lo stesso motivo. 

Le riflessioni nascono da fotografie di vita come quelle che ho descritto sopra. Confondere identità e ruolo è da sempre uno dei sistemi migliori per confondere le idee. 
La famiglia è una convenzione. ma non è l'esercito militare. Non ci sono ordini, ci sono abitudini. 

Mi fanno specie (si può dire? Sì, si può dire), quelle femmine umane orgogliose del grembiule inchiodato loro addosso non tanto dal proprio maschio, quanto dalla putrida società che le circonda. Non se ne rendono conto. Sono femmine dopotutto. Eppure - al contrario dei loro maschi - esse potrebbero (e alcune lo fanno) schiodarsi quel grembiule di dosso. Potrebbero schiodarlo anche i maschi, visto che le ritengono loro proprietà. Ma non lo fanno.

Meno male che le Donne e gli Uomini aumentano ogni giorno che passa. Sono ancora pochi, ma ci permettono di guardare quei maschi e quelle femmine come meritano di essere guardati. Come primati di una specie per fortuna in via d'estinzione. 
Almeno credo. Almeno spero.

venerdì 2 maggio 2014

Quando la stupidità riesce a far male




Ho trovato questa immagine in rete. Quella che vedete, è la dimostrazione di come un Movimento nato con le migliori intenzioni, possa danneggiarsi da solo, se nelle sue file si nascondono idioti che postano immagini come questa. E con quella didascalia. Il fanatismo si annida ovunque.

Posso riuscire a credere che qualche stupido del pd (magari cicchitto, o addirittura papa francesco per quel che può valere), abbia organizzato una messinscena per dare addosso al M5S (in questo periodo le tv di regime si stanno vergognosamente accanendo per infangare e diffamare in ogni modo i parlamentari pentastellati), posso anche credere che il tutto sia stato organizzato dallo stesso individuo che si è presentato a Servizio Pubblico. Se fossi ubriaco potrei anche credere che Beppe Grillo, tremonti e Harry Potter siano la stessa persona.

Ma nel momento in cui qualcuno - chiunque esso sia e quasiasi cosa pensi di sapere - afferma che Michele Santoro fà o è partecipe della tv di regime, quel qualcuno è un ignorante di dimensioni hitleriane.

Le amicizie possono iniziare e finire, sono fenomeni umani dopotutto. Michele Santoro e Beppe Grillo erano amici fino a qualche anno fa, non sono aggiornato sul gossip.

Ma chi osa insinuare che Michele Santoro faccia tv di regime, sa almeno chi è Michele Santoro? Sa che cosa ha dovuto affrontare nella sua carriera? Sa che cosa ha detto in faccia ai politici in più di un'occasione? Oppure chi osa insinuare queste cazzate, si limita a sparare a zero su chiunque non appena gli toccano il suo beniamino? Perché questo è fanatismo puro. Ovvero ignoranza+convinzione+mancanza di autocontrollo+iosonoioevoinonsieteuncazzo.

Prima di sparare a zero, documentatevi. Altrimenti gli azzimati comunistisindacalisti che s'illudono che il pd sia la vera democrazia, si sentiranno ancor di più in ragione di affermare che Beppe Grillo è un fascista, quando in realtà è sempre e solo un ex-democristiano MOLTO DELUSO. E continua a piacermi.

NON TOCCATE I VERI GIORNALISTI.

#TESTEDIMINKIA







giovedì 1 maggio 2014

minuscolo primo maggio

Erano le tre del pomeriggio. Era il primo maggio. Mi trovavo nel posto di lavoro e il televisore era acceso, sintonizzato su un canale che trasmetteva in diretta la festa del primo maggio.............
Ho sentito qualcuno urlare "Berlinguer è morto". Non so se fosse satira o detto con allegria, ma mi ha fatto schifo.

Anni fa - durante la stessa 'festa' - potei ammirare Caparezza cantare Non siete stato voi.

Da diversi anni però provo l'inquietante, fastidiosa sensazione che questo evento sia diventato una buffonata mediatica.

Sul palco salgono paraculati raccomandati da paraculati, che urlano slogan preconfezionati da persone preconfezionate.

Probabilmente mi sbaglio. Probabilmente desidero sbagliarmi. Ma la celebrazione del primo maggio 2014 mi ha fatto veramente schifo.

Enrico Berlinguer non è mai morto. Almeno non in quel poco di cuore umano che mi è rimasto.

Mescolare idee con ideologie, nostalgie con strumenti massmediologici, quando fatto in buona fede è ingenuità, quando fatto in malafede è servire il potere reazionario vaticano.

Dimenticavo. Potete 'bollarmi' come anarchico, comunista, radical chic, o come vi pare. la vostra natura di escrementizia non può mutare al suono della vostra voce. Non è cenerentola. La zucca rimane zucca. La merda (cioè voi), rimane merda (cioè voi).
Nel frattempo continuate pure a masturbarvi nell'illusoria convinzione che i veri combattenti contro il potere siano striscia la notizia e zelig.....

P.S.
Spero presto che quella graziosa pezzo di merda che ha storpiato 'La Libertà' di GIORGIO GABER, possa passare due notti ogni tre, patendo forti acidità di stomaco..... perché mi sento buono.......

domenica 5 gennaio 2014

Verità e insuccessi referenziali in materia di dio solubile



Gli esseri umani prepotenti d'indole e dominati da un'abissale ignoranza espressiva che si tramuta - in conseguenza della lora indole - in prepotenza verbale, spesso sono visti come individui dotati di carisma.

Chi legge queste righe SA che non è così. Riflettevo però su questi tristi figuri dopo essere incappato su Cratilo, un pensatore greco - discepolo di Eraclito - il quale rimase così angosciato dalla frase (enunciato) "E' impossibile dire alcunché di vero su cose che mutano", che smise di parlare e si limitò a muovere un solo dito per esprimersi.

Le cose che mutano sono quotidianità quando si è circondati da Madre Natura (l'unica vera divinità POSSIBILE per noi Maestri della Notte). Le persone dotate di buon senso e razionalità riconoscono subito le cose che mutano, e hanno il coraggio di chiamarle "insuccessi referenziali".

Se io dicessi al famoso tenente Kojak che "ha un granello di forfora vicino al suo codino destro" pronuncerei un INSUCCESSSO REFERENZIALE, perché - non avendo codini - il tenente Kojak mi sparerebbe in fronte ancor prima di cominciare a cercare il fantomatico granello, visto che non avendo capelli, saprebbe già di non sapere dove cercare.
Un insuccesso referenziale è appunto questo. Una frase che si riferisce a qualcosa che non esiste.

Scrivo tutto questo, perché pensando a Cratilo, è stato inevitabile per la mia memoria, non riportarmi una celebre frase di Anselmo di Canterbury, inconsapevole campione d'insuccessi referenziali, che per dimostrare l'esistenza di dio scrisse questo (confesso che ho dovuto frugare in rete per trovare il testo esatto. Se avessi citato a memoria probabilmente avrei rovinato questa splendida perla di farraginosi pensieri che sto redigendo):

"Supponiamo che ciò di cui non si può concepire nulla di più grande non esista al di fuori delle nostre menti. Allora esso non è grande quanto sarebbe stato se fosse esistito. Quindi possiamo concepire qualcosa di più grande di ciò di cui non si può concepire nulla di più grande; il che è impossibile. Quindi la nostra supposizione di partenza è scorretta."

Nella seconda frase 'esso' è riferito a 'ciò di cui non si può concepire nulla di più grande', ma quest'ultima frase (enunciato) si riferisce nel reale a NULLA, ovvero Anselmo ha un bel cianciare ma descrive qualcosa come gli arpagoni d'argento sul mare d'Angrolia, ovvero qualcosa che non ha un riferimento REALE, nell'immenso di Madre Natura che ci circonda.

Il tanto decantato Anselmo è di un genere piuttosto estremo. Ma la gente di ogni tempo (come me nell'esempio con Kojak sopracitato), usa le parole in un modo che non chiarisce di che cosa stanno parlando.
Jean Piaget ha documentato che i bambini piccoli - per esempio - lo fanno frequentemente. Nei suoi scritti egli ricorda di aver sentito un bambino di otto anni descrivere il funzionamento di un rubinetto così:
"Questo e questo sono questo e questo, perché là è per l'acqua che scorre e qui si vedono dentro perché l'acqua non può scorrere. L'acqua è là e non può scorrere."
Jean Piaget sosteneva che i bambini - in qualche modo - pensavano che il resto dei loro riferimenti, passasse magicamente dalle loro parole alla testa del destinatario.
Secondo me qualcosa del genere accade anche nelle menti dei carismatici che ho cercato di descrivere all'inizio del testo.

L'esistenza di dio è un insuccesso referenziale. Tranne che per i carismatici.

martedì 31 dicembre 2013

Ch'il nuovo Anno sia...




  • La fine delle ostilità
  • l'inizio di molte fini 
  • più intelligenza per tutti
  • più noie per alcuni
  • più voglie e meno brame
  • più più e meno meno
  • la pace nel mondo
  • il punto precedente era una stronzata
  • il punto precedente era volgare
  • il punto successivo è il miglior augurio possibile
  • ...
Un inizio ulteriore a tutti coloro che ogni giorno ne cercano uno, e un felicissimo 2014 dalla redazione del Diogenes
(che siamo noi).

sabato 10 agosto 2013

Passaggio di testimone

Immagine tratta da Cadoinpiedi #Cadoinpiedi
E' tempo di cambiare, ma non certo come vorrebbe lo stato ovvero il popolo italiano.
I media ogni giorno sfornano notizie con la scaltra programmata sequenza del più abile dei censori, per confondere le idee, per generare delirium tremens alle urne.


E' arrivato il nuovo. matteo renzi 'esce' dal suo silenzioso cantuccio per un'altra, nuova performance da 'rottamatore'. Personalmente mi ricorda la scena di un grandioso film di Totò, in cui il Grande, persuade Macario a insultar il cattivo Nino Taranto che si finge morto. Macario nella sua infinità bontà e timore, riesce a pronunciare un laconico "birichino" all'indirizzo della salma. Non ricordo il titolo del film, ma spero di aver reso l'idea di quanto possono far tremare le parole di renzi.

renzi (non me ne vogliate, ma non riesco a scriverlo con la maiuscola), cita addirittura ligabue (neanche questo nome mi riesce con la maiuscola). Vuole accattivarsi i 'ggggiovani' probabilmente.

E' quando si arriva a parlare della condanna di berlusconi che renzi si smaschera per quello che è: il nuovo pupillo del cavaliere. renzi esclama:

"Io non condivido ma rispetto capisco Bondi, Brunetta, Schifani e Santanchè, perché il loro è vero amore e su certi argomenti non si scherza. Ma il compito del Pd è salvare l'Italia. Le sentenze si rispettano e la legge è uguale per tutti". (tratto dall'articolo di Cadoinpiedi).

bondi? quello di Fivizzano? L'amico di cascella il grande scultore? La santanché prova amore per berlusconi?  brunetta prova amore per berlusconi?

renzi non fa paura a nessuno, renzi ha dichiarato che Grillo è stata una 'delusione pazzesca'. Ma quando deve spiegare il perché sia stato una delusione gli esce una supercazzola da manuale, concetti senza senso.

Il mio timore è che renzi stia cercando di guadagnarsi il favore di un buon numero di elettori, fingendo una rivoluzione che con le sue parole e i suoi modi di fare non avverrà mai. Un lattante con una condanna in primo grado, non può fare niente di nuovo. Può solo aspettare che l'ultrasettantenne gli passi il testimone, nel momento in cui sarà sicuro che i sondaggi lo danno per buono. Agli italiani invece toccherà 'pagarlo per buono'.

domenica 28 luglio 2013

Scherzi mediatici e preziosità in sordina

Sono passate poco meno di due settimane, da quando Giovanni Sartori - un vero SAGGIO - ha descritto il ministro kyenge e il presidente boldrini come serve del sistema e figure farlocche. Sono parole forti, parole di una persona dotata di un profondo senso d'analisi dei fenomeni mediatici. Parole che tutti dovrebbero sentire.

Che cosa è accaduto? Occorreva qualcosa per distrarre i pecoroni ed ecco apparire sulla scena l'apposito borghezio - scimmia bavosa di regime - che lancia banane. Un po' come alcuni primati lanciano la cacca. Nasce la notizia scoop, e tutti a gridare al razzista, al barbaro. Si chiude in bellezza con un comunicato in difesa del povero ministro kyenge, da parte dell'apposita boldrini, con un 'sermone' che neanche la migliore maria defilippi avrebbe potuto concepire.

I media continuano a funzionare così, e nessuno - a parte qualche coraggioso tentativo dei M5S e la proposta di rinnovamento della tv lanciata da Tana de Zulueta - sta facendo qualcosa.

Sono quasi senza parole. Ma un andate a quel paese qualunque sia purché non sia l'Italia ve lo offro volentieri.

mercoledì 27 marzo 2013

Me le incarti!

In questi giorni sono sopraffatto dai peggiori mostri che l'animo umano possa generare. Il problema è che s'impegna a generarli accanto a me. Sia chiaro che  non si tratta solo di una mia percezione, per via della quale potrei passare per uno psicotico. E' qualcosa di chiaro e deficiente agli occhi e alle orecchie di tutti, ma solo io, in quanto VAMPIRO e non uomo e ormai da millenni men che mai maschio, mi formalizzo. Sono sicuro che se vedessi ratzinger neo-dimesso papa, eiaculare sul torace aperto di un bambino di 10 anni in mezzo alla strada, attorniato dai genitori del minore mentre lo consolano e lo ammirano per la benedizione in corso, la cosa non mi toccherebbe. 

Come spesso accade nei periodi di cambiamento da parte di fonti sociali multiple (elezioni, modifiche alle leggi, nuovi tormentoni sociali, nuovi rincoglionimenti pseudo-culturali, nuovi idioti che sanno travestirsi da artisti appena sfornati dal d.a.m.s., il festinonval di sanremo, i cazzi degli stracazzi del vaticano e chi più ne ha più ne metta), i media - come lordi parassiti in attesa della morte della carcassa - peggiorano le cose, gonfiano il numero d'informazioni 'tagliandole' con notizie di scarso o nullo o inesistente interesse, taroccano notizie vere arricchendole con particolari falsi. Presentano nuovi artisti musicali osannati da nessuno ma premiati dalla prima pasticceria che ha avuto il coraggio di dar il proprio numero telefonico per tre americane.

insomma di tutto di più. Chi ne fa le spese sono quelli come me. Stressati dalla voglia di sapere, ma nauseati dalla quantità, e con poca voglia di smistare.
Mi sento un po' come uno che va a pranzo per il giorno del ringraziamento a casa del becchino, e troppo tardi s'accorge che il ripieno del tacchino ha un sapore "strano". Nausea.

Nessuno si è accorto che la presenza nei media di un certo sig. razzi, è in notevole aumento? E' un individuo molto divertente, so che tempo fa militava addirittura come infiltrato doc nelle liste dell'IDV. 


Nessuno si è accorto che le dimissioni di ratzinger coincidono 'spaventosamente' con l'approssimarsi del suo rinvio a giudizio in diversi tribunali americani per aver coperto le marachelle degli scroti di molti preti pedofili?

Nessuno si è accorto che stanno cercando di rovinare il Movimento 5 stelle mediaticamente, approfittando dei poteri ipnotici di claudio brachino e maria de filippi?


Nessuno si è accorto che ora le rose hanno tutte lo stesso profumo, le mele han tutte la stessa forma, gli uomini han tutti lo stesso problema (ad ammettere di esser solo maschi)?

Nessuno si è accorto che è in atto il più devastante atto reazionario su larga scala dai tempi delle scopate ricamate in oro tra nazismo, fascismo e vaticano per coprire l'olocausto?

Per disgrazia ho visto lo spot pubblicitario di un prodotto osella, la solita voce fuori campo, con toni ammiccanti dice che la ragazza x è giù di morale, ma il formaggio la guarirà, eppure lo dice come se al posto della parola formaggio ci fosse la parola CAZZO. Ebbene sì cari i miei piccoli avanzi della cena, avete idea di quante battute da bar può ispirare una pubblicità come quella? E quanti bar ci sono in Italia? E quanti coglioni frequentano questi bar? E quanti di questi coglioni hanno moglie e figli? E quanti di questi coglioni dimostreranno che le battute fatte da loro al bar, sono il bignami del loro stile di vita? 



In conclusione. Forse nessuno si è accorto di tutto ciò, ma ora molti di voi si sono accorti di quanto io mi sia rotto le palle.....



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venerdì 30 dicembre 2011

La signora Linguaccia

L'antivigilia è il momento che di solito invita a riflettere. Che cosa abbiamo fatto durante l'anno corrente, che cosa intendiamo portarci dietro, che cosa vogliamo a tutti i costi lasciarci alle spalle.

Pie illusioni. Son cose facili a parole, oppure fattibili con uno schiocco di dita per esperti di new age. E' importante però rifletterci.
Meditando su queste cose, mi è tornato in mente un incubo del mio lontano passato.

Ero bambino, intorno ai 7 o 8 anni. Ricordo che non avevo amici immaginari, ma avevo un nemico immaginario. Uno terribile. Una signora con i capelli bianchi, con una camicia bianca e una gonna nera. Avevo il terrore che sbucasse fuori da dietro il letto dei miei. Dal nulla.
Con il tempo compresi che il mio nemico immaginario altri non era che la simpatica nonnina, presente in uno spot di una famosissima marca di candeggina (inutile dirvi quale). Ogni volta che ci ho ripensato da 'grande', mi son sempre chiesto in quale dannato modo quella signora, potesse turbare il sonno di un bambino, apparendo dalla sponda opposta alla quale mi trovavo io, e facendomi una smorfia. Non ho mai trovato risposta.

Ignoro il perché, ma il mio nemico immaginario del passato voglio portarmelo dietro nel 2012. Non lo lascerò alle mie spalle. Finché mi ricorderò di lei, la Signora Linguaccia sarà al mio fianco.

Buon anno nuovo a tutti. Ho detto.